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№ 03 Identità e Organizzazione

INSULÆ Papers · Serie di ricerca professionale

Un’architettura che non si accontenta

Ricerca, rigore e responsabilità nel lavoro dell'architetto oggi.

Mariano Genovese

Arch. · Fondatore INSULÆ S.r.l.

08 Marzo 2024
Contesto Conferenza stampa · Presentazione progetto
Anno · Numero 2024 · № 03
Tema Identità e Organizzazione
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L'architettura non è risolvere problemi. È fare in modo che i problemi giusti vengano posti.

Mariano Genovese — Conferenza stampa, Palermo 2024

01

Non accontentarsi

L’architettura che ci interessa è quella che non si accontenta. Che non si accontenta della prima soluzione che funziona. Che non si accontenta del consenso facile. Che non si accontenta della media. Questo non è un atteggiamento estetico — è un’etica del lavoro.

Non accontentarsi significa tenere aperto il problema più a lungo di quanto sarebbe comodo. Significa resistere alla pressione — del committente, del budget, del tempo — che spinge verso la soluzione più rapida. Significa lavorare ancora quando tutti dicono che basta così.

La differenza tra un progetto accettabile e un progetto buono non sta nel talento. Sta nel tempo in cui si resta dentro il problema.

Mariano Genovese — Conferenza stampa, Palermo 2024

02

Ricerca e pratica

In Italia c’è una tradizione che separa la ricerca dalla pratica: l’università da una parte, il cantiere dall’altra. Questa separazione è dannosa per entrambe. La ricerca senza pratica si chiude in un discorso autoriferito. La pratica senza ricerca si ripete senza evolversi.

Ricerca accademica

Produce teoria, metodo, sistemi di pensiero. Rischio: restare slegata dai problemi concreti del costruire.

Pratica professionale

Produce opere, cantieri, soluzioni reali. Rischio: ripetere formule consolidate senza evolvere.

INSULÆ Papers

Tentano di tenere insieme i due piani: ogni paper nasce da un caso reale e sviluppa una riflessione di metodo.

Gli INSULÆ Papers nascono da questa convinzione: che il lavoro di un’impresa tecnica debba produrre conoscenza, non solo edifici. E che questa conoscenza — metodologica, critica, operativa — abbia valore in sé, non solo come strumento marketing.

03

Responsabilità

Un’architettura che non si accontenta è un’architettura che si assume responsabilità. Responsabilità verso il committente, verso gli utenti, verso il territorio, verso il tempo. Perché ogni edificio che si costruisce durerà più di chi lo ha progettato — e quindi ogni decisione presa oggi ricade su chi non ha voce.

La responsabilità del tempo

Un edificio dura cinquanta, cento, a volte più anni. Le decisioni che prendiamo oggi — dove posizionare un ingresso, quale materiale scegliere, come dimensionare uno spazio — condizionano la vita di persone che non abbiamo mai incontrato. Questa è la responsabilità specifica dell'architetto: non quella generica di fare bene il proprio lavoro, ma quella specifica di decidere per il futuro.

La responsabilità non è un peso che grava sul progetto — è la ragione del progetto. Senza responsabilità, l’architettura è decorazione. Con responsabilità, è costruzione di futuro.

Rif.

Note e riferimenti

Moneo, R. (2004). Theoretical Anxiety and Design Strategy. Cambridge, MA: MIT Press.

Rossi, A. (1982). Architettura della città. Milano: CittàStellaEdizione.

Vittoria, E. (2008). Identità dell’architettura italiana. Roma: Edizioni Kappa.

Per approfondire

Letture
consigliate.

Architettura

Theoretical Anxiety and Design Strategy

Rafael Moneo — MIT Press, 2004

Riflessione sul metodo progettuale di uno dei maestri dell'architettura contemporanea.

Teoria

Architettura della città

Aldo Rossi — CittàStella, 1982

Il testo che ha ridefinito il rapporto tra architettura e contesto urbano.

Identità

Identità dell'architettura italiana

Eugenio Vittoria — Kappa, 2008

Un'indagine sui caratteri originali dell'architettura italiana del Novecento.