Disegno come pensiero
Il disegno tecnico ha una funzione che va oltre la rappresentazione. Non serve soltanto a comunicare ad altri ciò che si è pensato: serve a pensare. La mano che traccia una linea, che misura una proporzione, che cerca una soluzione sul foglio, sta compiendo un’operazione cognitiva che il pensiero da solo, senza il supporto del segno grafico, non saprebbe fare.
Questo è il motivo per cui il disegno a mano libera — o comunque il disegno come atto manuale, anche con strumenti digitali — resta centrale nel processo progettuale, anche in un’epoca in cui il BIM e la modellazione parametrica sembrano averne reso obsoleta la funzione rappresentativa.
Il disegno non è la fine del pensiero progettuale. È il pensiero progettuale che diventa visibile.
Mariano Genovese — Lezione universitaria, Palermo 2024
Dal segno al sistema
Il passaggio dal disegno come atto individuale al disegno come sistema di rappresentazione tecnica è il passaggio che definisce la maturità di un progettista. Non si tratta di abbandonare il segno manuale, ma di imparare a governare il rapporto tra segno, informazione e costruzione.
In ogni scala il disegno risolve un problema diverso. A scala territoriale organizza relazioni tra sistemi. A scala urbana definisce spazi pubblici e privati, gerarchie, percorsi. A scala architettonica misura materiali, giunzioni, tecniche costruttive. Lo stesso segno grafico — una linea — cambia significato passando da una scala all’altra.
BIM e pensiero manuale
Il BIM ha trasformato il modo in cui si produce documentazione tecnica. Ma non ha trasformato — e non può trasformare — il modo in cui si pensa il progetto. Il BIM è uno strumento di gestione dell’informazione, non di scoperta progettuale.
Il malinteso del BIM
Il rischio è trattare il BIM come se fosse il progetto. Il modello BIM non è il progetto: è la rappresentazione codificata del progetto. Il progetto esiste prima, nello schizzo a mano, nella sezione disegnata al tavolo, nella maquette di studio. Il BIM organizza e documenta — non sostituisce il pensiero.
Il metodo che insegniamo e pratichiamo in INSULÆ integra i due livelli: il disegno manuale come strumento di esplorazione e il BIM come strumento di gestione. Il primo serve a trovare il progetto. Il secondo serve a costruirlo.
Note e riferimenti
Grassi, E. (2018). Disegno e progetto. Milano: FrancoAngeli.
Eastman, C. et al. (2018). BIM Handbook. Hoboken: Wiley.
Picon, A. (2010). Architecture and the Virtual. London: Routledge.
INSULÆ S.r.l. (2024). Workflow di studio: dallo schizzo al BIM. Palermo: Archivio interno.