← Archivio Papers INSULÆ Papers · Serie di ricerca
№ 01 Territorio e Ricerca

INSULÆ Papers · Serie di ricerca professionale

Territori Sensibili

Conflitti, memorie e visioni nei territori che cambiano senza sapere come.

Mariano Genovese

Arch. · Fondatore INSULÆ S.r.l.

20 Ottobre 2023
Contesto Seminario di urbanistica · Palermo
Anno · Numero 2023 · № 01
Tema Territorio e Ricerca
Condividi

Un territorio non è un foglio bianco. È un palinsesto di decisioni accumulate — alcune giuste, alcune sbagliate, tutte comunque accadute.

Mariano Genovese — Seminario di urbanistica, Palermo 2023

01

Il territorio come palinsesto

Ogni intervento di trasformazione urbana si confronta con strati successivi di storia, di decisioni, di errori e di accorgimenti. Il territorio non è mai una tabula rasa. È piuttosto un palinsesto: una superficie su cui si sono scritte e riscritte tracce, alcune leggibili ancora oggi, altre coperte o cancellate, ma tutte in qualche modo presenti nel modo in cui il luogo funziona.

L’approccio tecnico che ignora questi strati — che tratta il territorio come se fosse vuoto, disponibile, privo di memoria — produce interventi che appaiono risolutivi sulla carta ma che, nella realtà, generano conflitto. Non perché gli abitanti siano conservatori o resistenti al cambiamento per principio, ma perché percepiscono l’intervento come una cancellazione di qualcosa che appartiene loro.

Il conflitto non nasce dal cambiamento. Nasce dalla sensazione che il cambiamento sia fatto su di te senza di te.

Mariano Genovese — Seminario di urbanistica, Palermo 2023

02

Il caso del fronte costiero

Il fronte costiero siciliano è il luogo dove la tensione tra memoria e trasformazione si manifesta con maggiore evidenza. Sono chilometri di costa edificati in decenni di pressione speculativa, senza un disegno organico, senza un principio ordinatore. Il risultato è un paesaggio che non è né città né natura, né bello né brutto: semplicemente incoerente.

Quando un’amministrazione cerca di rimettere ordine — di ricostruire un rapporto tra edificato e mare, di restituire spazi pubblici, di ridurre la pressione edilizia — si scontra con diritti acquisiti, con investimenti già fatti, con aspettative legittime. Non si tratta di scegliere tra conservazione e sviluppo. Si tratta di costruire un disegno che riconosca gli strati esistenti e li riassuma in una nuova coerenza.

280 km Sviluppo della costa siciliana Tra pressione edilizia e aree protette
60% Fronte costiero urbanizzato Senza disegno organico
12 Comuni con piano di costa approvato Su 195 comuni costieri

I numeri raccontano una situazione che non è di emergenza ma di常态: la normalità del disordine. Un disordine che si è sedimentato in decenni e che oggi viene vissuto come dato di fatto, quasi come natura. Ma non è natura. È il risultato di decisioni — o di non-decisioni — umane.

03

Tre frame per leggere il conflitto

Quando si discute di trasformazione urbana in un territorio complesso, il conflitto si presenta quasi sempre attraverso uno di tre frame interpretativi. Ogni frame corrisponde a un modo diverso di guardare il problema, a un sistema diverso di valori, a una nozione diversa di ciò che conta.

Frame estetico

Il territorio deve essere bello. Il conflitto si risolve con un progetto di qualità formale. Questo frame è giusto ma insufficiente: la bellezza senza giustizia sociale produce gentrification, non rigenerazione.

Frame economico

Il territorio deve produrre valore. Il conflitto si risolve con la crescita. Questo frame è potente ma pericoloso: misura tutto in termini di PIL e ignora i costi non monetari — perdita di identità, spostamento delle comunità, erosione dei beni comuni.

Frame identitario

Il territorio deve restare com'è. Il conflitto si risolve con la conservazione. Questo frame è comprensibile ma paralizzante: i territori che non si trasformano muoiono, lentamente, perdendo popolazione e capacità di attrazione.

Nessuno di questi frame, da solo, è sufficiente. Un approccio tecnico serio deve tenerli insieme — riconoscere la legittimità di ciascuno e costruire un disegno che li mediation. Questo è il lavoro dell’urbanista: non scegliere il frame giusto, ma costruire la sintesi tra frame diversi.

L'urbanistica non è l'arte di decidere come deve essere un territorio. È l'arte di costruire le condizioni perché un territorio possa decidere da solo.

INSULÆ S.r.l. — Riflessioni di studio

04

La memoria come risorsa tecnica

La memoria del luogo non è un ostacolo alla trasformazione. È una risorsa tecnica. Gli abitanti sanno cose che le cartografie non raccontano: sanno dove si allaga, dove il vento è più forte, quali percorsi vengono usati davvero, quali spazi sono vissuti come pericolosi e quali come rassicuranti. Questa conoscenza sedimentata è un dato tecnico di valore.

La conoscenza sedimentata

Un abitante che ha attraversato lo stesso vicolo quarant'anni sa dove la luce del sole arriva in inverno e dove non arriva mai. Sa quali muri tengono e quali si bagnano. Sa dove i bambini giocano e dove non giocano. Nessuna indagine tecnica standard, per quanto accurata, produce questa qualità di informazione. Il problema è che questa conoscenza non è codificata — è tacita, embodied, difficile da trasferire. Il lavoro tecnico consiste nel trovarne i canali per farla emergere e integrarla nel progetto.

L’errore più frequente nei processi di trasformazione è trattare la partecipazione come un adempimento formale — un’audizione, un incontro, una raccolta di osservazioni da inserire in una relazione. La partecipazione vera è un’estrazione di conoscenza. Richiede tempo, ascolto, capacità di tradurre ciò che gli abitanti sanno in elementi operativi del progetto.

05

Proposte per un metodo

Dal lavoro di INSULÆ in contesti territoriali complessi — cantieri in aree sensibili, progetti in centri storici, interventi in zone agricole periurbane — abbiamo elaborato un metodo che si articola in tre principi operativi. Non sono una teoria. Sono pratiche che hanno funzionato.

Leggere prima di disegnare

Prima di qualsiasi proposta progettuale, dedicare tempo alla lettura del territorio: non solo cartografica, ma anche antropologica. Capire chi usa gli spazi, come li usa, cosa significano per chi li abita. Questa fase non è un'introduzione al progetto — è già parte del progetto.

Progettare per strati

Non cancellare gli strati esistenti, ma riassumerli. Ogni intervento dovrebbe essere una nuova scrittura che riconosce e include le scritture precedenti, anche quelle informali o non convenzionali. Il risultato non è un'architettura che si impone, ma un tessuto che si ricompone.

Costruire consenso tecnico

Il consenso non si ottiene con la comunicazione — si ottiene con la qualità tecnica. Se il progetto risolve problemi reali, se rispetta la memoria del luogo, se produce valore pubblico misurabile, il consenso segue. Non precede.

Nota sul contesto

Questo Paper sviluppa l'intervento tenuto da Mariano Genovese al seminario Territori in trasformazione: conflitti e visioni, Palermo, ottobre 2023. I casi concreti citati sono tratti da progetti realizzati da INSULÆ S.r.l. in Sicilia tra il 2018 e il 2023.

06

Il costo del non fare

C’è un’illusione frequente nelle amministrazioni: che il non intervento sia una scelta neutra, che non intervenendo si mantenga lo status quo. Non è vero. Il territorio si trasforma anche senza progetto — attraverso pressioni informali, micro-abusivismo, consumo di suolo non regolato, abbandono del patrimonio esistente.

Il costo del non fare è diffuso, non concentrato. Non si vede in un singolo bilancio o in un singolo cantiere. Si vede nella perdita cumulata di qualità urbana, nella perdita di suolo agricolo, nella perdita di identità dei centri storici, nell’erosione della fiducia tra cittadini e istituzioni. È un costo che si paga in moneta diversa da quella contabile — ma si paga.

Il territorio non aspetta. Si trasforma con o senza progetto. La scelta non è se cambiare, ma se cambiare con un disegno o senza.

Mariano Genovese — Seminario di urbanistica, Palermo 2023

Rif.

Note e riferimenti

Secchi, B. (2013). La città dei ricchi e la città dei poveri. Bari: Laterza.

Lynch, K. (1960). The Image of the City. Cambridge, MA: MIT Press.

ISPRA (2023). Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Roma: ISPRA.

Regione Siciliana (2022). Piano Territoriale Paesistico Regionale. Palermo: Assessorato Territorio e Ambiente.

Magnaghi, A. (2014). La visione territoriale. Firenze: Alinea.

INSULÆ S.r.l. (2023). Progetti nel territorio siciliano 2018-2023. Palermo: Archivio di studio.

Cosa sono gli INSULÆ Papers

Gli INSULÆ Papers sono la serie editoriale di ricerca applicata e riflessione critica di INSULÆ S.r.l. Ogni numero prende le mosse da un progetto reale, un evento, una domanda aperta per sviluppare ragionamenti di metodo, cultura tecnica e visione urbana. La conoscenza che alimenta la serie viene dalla pratica: dai cantieri, dai territori, dalla gestione di un'organizzazione tecnica nel Mezzogiorno.

Per approfondire

Letture
consigliate.

Urbanistica

La città dei ricchi e la città dei poveri

Bernardo Secchi — Laterza, 2013

Un classico della riflessione urbanistica contemporanea: la città come prodotto di disuguaglianze spaziali strutturali.

Paesaggio

La visione territoriale

Alberto Magnaghi — Alinea, 2014

Il riferimento teorico per un approccio al territorio che parte dal locale e costruisce dal basso.

Percezione

The Image of the City

Kevin Lynch — MIT Press, 1960

Il testo che ha fondato lo studio della percezione urbana: come gli abitanti si rappresentano lo spazio.

Consumo di suolo

Consumo di suolo in Italia

ISPRA — Rapporti annuali

I dati sul consumo di suolo in Italia: la dimensione quantitativa del problema territoriale.

Sicilia

Piano Territoriale Paesistico Regionale

Regione Siciliana, 2022

Lo strumento di pianificazione paesistica della Sicilia: il quadro normativo di riferimento per ogni intervento.